Separatore di idrocarburi

Separatore di idrocarburi

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Un separatore di idrocarburi (disoleatore) è un’apparecchiatura di trattamento che trattiene e separa dall’acqua i liquidi leggeri (oli minerali, gasolio, benzina e altri derivati del petrolio) prima dello scarico nella rete fognaria, in un corpo idrico o nel terreno. È indispensabile ovunque si manipolino o si possano riversare idrocarburi: stazioni di servizio, officine, aree di lavaggio veicoli, parcheggi, capannoni industriali, aree logistiche e strade.

In Inza li fabbrichiamo in polietilene (PE), poliestere rinforzato con fibra di vetro (PRFV) e acciaio, nelle versioni classe I (con filtro a coalescenza, scarico < 5 mg/L) e classe II, con o senza bypass integrato e con dissabbiatore, conformemente alla norma EN 858. Un’ampia gamma di portate copre dalla singola area di lavaggio alle grandi superfici impermeabilizzate.

Fornitura: termine di consegna da confermare, in base alle dimensioni e alla disponibilità dei componenti.

Trasporto incluso nel prezzo, esclusi i mezzi di scarico a destinazione; per capacità superiori a 5.000 L, contattaci.

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Come funziona un separatore di idrocarburi?

Il separatore di idrocarburi funziona per differenza di densità: gli idrocarburi, più leggeri dell’acqua, risalgono e restano in superficie mentre l’acqua pulita esce dalla parte inferiore. Il processo si svolge in più fasi:

  • Ingresso e laminazione: l’acqua contaminata entra e rallenta per favorire la separazione.
  • Dissabbiatura: sabbie e solidi grossolani sedimentano sul fondo (nei modelli con dissabbiatore integrato o tramite un pozzetto a monte).
  • Separazione per flottazione e coalescenza: le goccioline di idrocarburo risalgono; negli impianti di classe I, un filtro a coalescenza unisce le microgoccioline per ottenere uno scarico inferiore a 5 mg/L.
  • Otturatore automatico: un galleggiante chiude l’uscita quando lo strato di idrocarburi raggiunge il volume massimo, evitando che finiscano nell’effluente.
  • Uscita dell’acqua trattata verso la rete fognaria, l’infiltrazione o il punto di scarico autorizzato.

Vantaggi del separatore di idrocarburi Inza

Scegliere un separatore di idrocarburi Inza significa una soluzione tecnica di alta qualità, efficiente e sicura:

  • Conformità normativa: apparecchiature conformi alla EN 858, classe I e classe II, con rendimento garantito (< 5 mg/L in classe I).
  • Ampia gamma di materiali: polietilene (PE) per rotostampaggio, poliestere rinforzato con fibra di vetro (PRFV) e acciaio rivestito, per ogni tipo di installazione (interrata, di superficie o modulare in opera in calcestruzzo).
  • Con o senza bypass: il bypass integrato tratta la portata ordinaria di acqua leggermente contaminata e deriva la portata di punta delle forti piogge, ottimizzando il dimensionamento.
  • Dissabbiatore e filtro a coalescenza integrati a seconda del modello, per massima efficienza e minore manutenzione.
  • Otturatore automatico che impedisce lo scarico accidentale di idrocarburi.
  • Durata e resistenza alla corrosione, con lunga vita utile.
  • Consulenza tecnica per il dimensionamento e la scelta dell’apparecchiatura, e disponibilità a magazzino per tempi rapidi.

Perché scegliere i separatori di idrocarburi Inza?

In Inza vantiamo anni di esperienza nei sistemi di drenaggio e trattamento delle acque. Fabbrichiamo separatori di idrocarburi in polietilene, poliestere (PRFV) e acciaio, in classe I e classe II, con o senza bypass, conformemente alla norma EN 858, e ti accompagniamo in tutto il processo: dimensionamento, scelta del materiale, installazione e manutenzione.

Avviso importante: le informazioni di questa pagina sono indicative e non sostituiscono la consulenza tecnica né la normativa applicabile. Prima di installare un separatore di idrocarburi devi consultare il tuo comune, la regione e l’ente di bacino competenti, poiché il tipo di apparecchiatura richiesta, il dimensionamento, le distanze minime e l’autorizzazione allo scarico variano in base all’ubicazione e a ogni caso specifico. L’ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni è responsabilità del titolare dell’impianto.

Altri dubbi sui nostri separatori di idrocarburi

È un’apparecchiatura che trattiene e separa dall’acqua i liquidi leggeri (oli, gasolio, benzina e derivati del petrolio) prima dello scarico. Si utilizza in stazioni di servizio, officine, aree di lavaggio, parcheggi, capannoni industriali e strade. Oltre a essere un obbligo di legge in molte installazioni, protegge l’ambiente evitando che l’acqua contaminata raggiunga corsi d’acqua, terreno o rete fognaria.

Per differenza di densità: gli idrocarburi, più leggeri, risalgono e restano in superficie mentre l’acqua pulita esce dal basso. Prima le sabbie sedimentano nel dissabbiatore, poi vengono separati oli e grassi; negli impianti di classe I un filtro a coalescenza unisce le microgoccioline per raggiungere uno scarico inferiore a 5 mg/L. Un otturatore automatico chiude l’uscita quando lo strato di idrocarburi raggiunge il massimo.

Ogni volta che vi è il rischio che le acque (meteoriche o di processo) trascinino idrocarburi: stazioni di servizio, officine, aree di lavaggio, parcheggi e superfici pavimentate dove circolano o sostano veicoli, e aree industriali o logistiche. L’obbligo e le condizioni specifiche sono fissati dall’autorizzazione allo scarico dell’ente di bacino e dalla normativa comunale e regionale.

La classe I incorpora un filtro a coalescenza e garantisce uno scarico con meno di 5 mg/L di idrocarburi; è richiesta per lo scarico in un corpo idrico pubblico o quando si richiede la massima qualità. La classe II (senza coalescenza) ammette fino a 100 mg/L e si utilizza quando l’effluente va a un depuratore a valle o la normativa lo consente. In caso di dubbio, la classe I è l’opzione più sicura.

Il bypass è pensato per grandi superfici esposte alla pioggia (parcheggi, strade): tratta la portata ordinaria di acqua leggermente contaminata e deriva la portata di punta dei temporali, evitando di sovradimensionare l’apparecchiatura. Per impianti di processo o piccole superfici di solito basta il modello senza bypass. Ti aiutiamo a decidere in base al tuo caso.

La dimensione nominale (NS) si calcola in base alla superficie da drenare, all’intensità di pioggia della zona e al tipo di liquido, secondo la EN 858-2. Maggiore è la superficie impermeabile e il rischio, più alta è la NS. Indicaci la superficie, l’uso e il punto di scarico e dimensioniamo l’apparecchiatura esatta.

Sì, salvo che esista già un pozzetto dissabbiatore a monte. Il dissabbiatore trattiene sabbie, terre e solidi che altrimenti intaserebbero il filtro a coalescenza riducendo il rendimento. Molti dei nostri modelli lo incorporano; in altri si installa come pozzetto indipendente a monte.

Va controllato periodicamente e svuotato quando lo strato di idrocarburi o il volume di fanghi raggiunge il limite (di norma una o due volte l’anno, a seconda dell’uso), sempre da un gestore di rifiuti autorizzato. Una corretta manutenzione — pulizia del filtro a coalescenza e verifica dell’otturatore — garantisce rendimento e conformità legale.

Il polietilene (PE) è leggero e molto resistente alla corrosione, ideale per portate piccole e medie. Il poliestere rinforzato con fibra di vetro (PRFV) consente grandi capacità e installazione interrata a maggiore profondità. L’acciaio rivestito si usa nei modelli compatti e di superficie. Tutti sono conformi alla EN 858; ti consigliamo in base alla portata, all’ubicazione e al budget.

I modelli interrati si posano su un letto di sabbia livellato (soletta di calcestruzzo e ancoraggio con cinghie se la falda è alta), si rinterrano con sabbia riempiendoli d’acqua a strati e si collegano con la pendenza corretta e una tubazione di ventilazione; il chiusino di ispezione deve restare accessibile. I modelli modulari si integrano in opera in calcestruzzo e quelli di superficie su una base livellata. Segui sempre il manuale dell’apparecchiatura e la normativa locale.

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