Impianto di depurazione delle acque reflue
Home » Trattamento delle acque »Un impianto di depurazione compatto (depuratore) realizza un trattamento biologico completo delle acque reflue domestiche (primario + secondario), ottenendo un effluente idoneo allo scarico in un corpo idrico pubblico nel rispetto dei limiti di legge (RD 509/1996 e Direttiva 91/271/CEE).
A differenza di una fossa settica, il depuratore elimina la carica organica necessaria per lo scarico. In Inza disponiamo di depuratori a filtro biologico (combinazione di processi anaerobico e aerobico) e di depuratori a reattore biologico sequenziale (SBR), dimensionati per abitante equivalente e conformi alla norma EN 12566-3 (fino a 50 AE).
Fornitura: termine di consegna da confermare, in base alle dimensioni e alla disponibilità dei componenti. Trasporto incluso nel prezzo, esclusi i mezzi di scarico a destinazione; per capacità superiori a 5.000 L, contattaci.
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Depuratori compatti SBR
Fascia di prezzo: da €10.500,00 a €16.800,00 tasse escluse Scegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -

Fosse settiche compatte in polietilene con filtro biologico
Fascia di prezzo: da €800,00 a €2.500,00 tasse escluse Scegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -

Fosse settiche in poliestere con filtro biologico
Fascia di prezzo: da €1.100,00 a €11.400,00 tasse escluse Scegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto

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Rispondiamo alle tue domande sui depuratori
Posso scaricare l’acqua di un depuratore in un fiume o ruscello?
Sì. Un depuratore realizza un trattamento biologico completo e produce un effluente conforme ai limiti di scarico (RD 509/1996 / Direttiva 91/271). Lo scarico in un corpo idrico richiede sempre l’autorizzazione dell’ente di bacino competente.
Qual è la differenza tra una fossa settica e un depuratore?
La fossa settica effettua solo un trattamento primario (non sufficiente per lo scarico). Il depuratore aggiunge un trattamento biologico secondario e ottiene un’acqua idonea allo scarico in corpi idrici pubblici.
Quale tecnologia scelgo, filtro biologico o SBR?
Il filtro biologico è un trattamento passivo, senza consumo elettrico e a bassa manutenzione, ideale per abitazioni e piccole comunità. L’SBR offre un rendimento di depurazione superiore e una migliore qualità dello scarico, ma richiede un’alimentazione elettrica e una manutenzione più tecnica. Ti aiutiamo a scegliere in base al tuo caso.
Quali normative rispettano i depuratori?
Rispettano la norma EN 12566-3 (impianti di depurazione prefabbricati fino a 50 AE) e i limiti di scarico del RD 509/1996 e della Direttiva 91/271/CEE.
Quale capacità o dimensione di depuratore mi serve?
I depuratori si dimensionano direttamente per abitanti equivalenti (AE): 1 AE equivale al carico di acque reflue di una persona al giorno (circa 200 litri/giorno e 60 g di BOD₅). Basta contare gli occupanti abituali dell’abitazione o dell’impianto; in un’abitazione si prende di solito come riferimento numero di camere da letto × 1,5–2 per coprire i picchi (una casa con 4 camere ≈ 6 AE).
I nostri depuratori coprono da 4 a 60 AE. Scegli il modello il cui numero di AE eguagli o superi i tuoi abitanti; è preferibile sovradimensionare leggermente piuttosto che restare sotto, perché un depuratore sovraccarico perde rendimento e peggiora la qualità dell’acqua in uscita. Per usi non residenziali (hotel, ristoranti, campeggi, capannoni) il calcolo si effettua per posti, coperti o dipendenti secondo le tabelle ufficiali: contattaci e dimensioniamo la soluzione.
Come si installa un depuratore?
L’installazione è simile a quella di un serbatoio interrato, con alcuni requisiti propri del processo di depurazione (segui sempre il manuale dell’impianto e la normativa locale):
- Posizione: accessibile per la manutenzione e per l’autospurgo, nel rispetto delle distanze minime da pozzi, captazioni, corpi idrici e confini.
- Base e ancoraggio: un letto di sabbia compattata livellato; con falda alta o terreno argilloso, una soletta di calcestruzzo e ancoraggio con cinghie per evitare il galleggiamento.
- Rinterro: rinterrare con sabbia tutt’intorno mentre si riempie d’acqua, a strati, compattando per strati.
- Collegamenti: ingresso e uscita con la pendenza e le quote corrette, e una tubazione di ventilazione per i gas.
- Alimentazione elettrica: i modelli SBR (e quelli con soffiante o pompe) necessitano di un collegamento elettrico e di un quadro di controllo nelle vicinanze. I depuratori a filtro biologico funzionano in modo passivo e, in genere, non richiedono elettricità.
- Messa in servizio: è consigliabile un avviamento del processo biologico (inoculo e maturazione della biomassa) per raggiungere il rendimento di depurazione nominale.
Il punto di scarico dell’acqua trattata (in un corpo idrico, trincea drenante o infiltrazione) deve disporre dell’autorizzazione dell’ente di bacino. Ti aiutiamo con il dimensionamento e i requisiti del tuo impianto.
Sì. Un depuratore realizza un trattamento biologico completo e produce un effluente conforme ai limiti di scarico (RD 509/1996 / Direttiva 91/271). Lo scarico in un corpo idrico richiede sempre l’autorizzazione dell’ente di bacino competente.
La fossa settica effettua solo un trattamento primario (non sufficiente per lo scarico). Il depuratore aggiunge un trattamento biologico secondario e ottiene un’acqua idonea allo scarico in corpi idrici pubblici.
Il filtro biologico è un trattamento passivo, senza consumo elettrico e a bassa manutenzione, ideale per abitazioni e piccole comunità. L’SBR offre un rendimento di depurazione superiore e una migliore qualità dello scarico, ma richiede un’alimentazione elettrica e una manutenzione più tecnica. Ti aiutiamo a scegliere in base al tuo caso.
Rispettano la norma EN 12566-3 (impianti di depurazione prefabbricati fino a 50 AE) e i limiti di scarico del RD 509/1996 e della Direttiva 91/271/CEE.
I depuratori si dimensionano direttamente per abitanti equivalenti (AE): 1 AE equivale al carico di acque reflue di una persona al giorno (circa 200 litri/giorno e 60 g di BOD₅). Basta contare gli occupanti abituali dell’abitazione o dell’impianto; in un’abitazione si prende di solito come riferimento numero di camere da letto × 1,5–2 per coprire i picchi (una casa con 4 camere ≈ 6 AE).
I nostri depuratori coprono da 4 a 60 AE. Scegli il modello il cui numero di AE eguagli o superi i tuoi abitanti; è preferibile sovradimensionare leggermente piuttosto che restare sotto, perché un depuratore sovraccarico perde rendimento e peggiora la qualità dell’acqua in uscita. Per usi non residenziali (hotel, ristoranti, campeggi, capannoni) il calcolo si effettua per posti, coperti o dipendenti secondo le tabelle ufficiali: contattaci e dimensioniamo la soluzione.
L’installazione è simile a quella di un serbatoio interrato, con alcuni requisiti propri del processo di depurazione (segui sempre il manuale dell’impianto e la normativa locale):
- Posizione: accessibile per la manutenzione e per l’autospurgo, nel rispetto delle distanze minime da pozzi, captazioni, corpi idrici e confini.
- Base e ancoraggio: un letto di sabbia compattata livellato; con falda alta o terreno argilloso, una soletta di calcestruzzo e ancoraggio con cinghie per evitare il galleggiamento.
- Rinterro: rinterrare con sabbia tutt’intorno mentre si riempie d’acqua, a strati, compattando per strati.
- Collegamenti: ingresso e uscita con la pendenza e le quote corrette, e una tubazione di ventilazione per i gas.
- Alimentazione elettrica: i modelli SBR (e quelli con soffiante o pompe) necessitano di un collegamento elettrico e di un quadro di controllo nelle vicinanze. I depuratori a filtro biologico funzionano in modo passivo e, in genere, non richiedono elettricità.
- Messa in servizio: è consigliabile un avviamento del processo biologico (inoculo e maturazione della biomassa) per raggiungere il rendimento di depurazione nominale.
Il punto di scarico dell’acqua trattata (in un corpo idrico, trincea drenante o infiltrazione) deve disporre dell’autorizzazione dell’ente di bacino. Ti aiutiamo con il dimensionamento e i requisiti del tuo impianto.
Come funziona un depuratore compatto
L’acqua reflua passa prima per una fase di decantazione-digestione dove i solidi sedimentano. Entra poi nella fase di trattamento biologico (secondario): nei depuratori a filtro biologico, l’acqua attraversa un letto dove la biomassa aerobica degrada la materia organica; nei depuratori SBR, il processo si svolge in cicli di carico, reazione (fasi aerobica e anossica), decantazione ed evacuazione.
Infine, l’acqua chiarificata viene evacuata con la qualità richiesta per lo scarico in un corpo idrico. I fanghi in eccesso vengono rimossi periodicamente.

Vantaggi dei depuratori compatti
Vantaggi
- Producono un’acqua idonea allo scarico in un corpo idrico pubblico nel rispetto della normativa.
- Autonomia totale dalla rete fognaria: ideali per zone rurali o isolate.
- Impianti compatti e prefabbricati, di rapida installazione.
- Dimensionati per abitante equivalente, con opzioni di filtro biologico (passivo) o SBR (alto rendimento).
Da tenere presente
- I depuratori SBR richiedono un’alimentazione elettrica e una manutenzione più tecnica.
- Necessitano di controlli e rimozione dei fanghi periodici da parte di personale qualificato.
Perché scegliere i depuratori di Inza?
In Inza offriamo depuratori compatti a filtro biologico in poliestere e polietilene, e depuratori a reattore sequenziale SBR, dimensionati per abitante equivalente (da 4 a 60 AE). Tutti conformi alla norma EN 12566-3 e ai limiti di scarico (RD 509/1996).
Ti consigliamo nella scelta della tecnologia (filtro biologico o SBR) e della dimensione in base al numero di utenti e alle condizioni di scarico della tua parcella.
Avviso importante: le informazioni di questa pagina sono indicative e non sostituiscono la consulenza tecnica né la normativa applicabile. Prima di installare qualsiasi sistema di trattamento delle acque reflue devi consultare il tuo comune, la comunità autonoma e l’ente di bacino (Confederación Hidrográfica) competenti, poiché il tipo di trattamento richiesto, le distanze minime, l’autorizzazione allo scarico e altre condizioni variano in base all’ubicazione e a ogni caso specifico. Inza ti consiglia sull’impianto più adatto, ma l’ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni è responsabilità del titolare dell’impianto.
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